These Boots are made for Walkin…. design by 70s!

Divenuta famosa negli anni ’60 & ’70 oltre che per la sua prestanza fisica, soprattutto grazie alla pubblicazione del brano pop “These Boots Are Made For Walkin’”.

La canzone raggiunse la vetta delle classifiche americane e britanniche nel 1966.

Curiosità: durante la guerra in Vietnam le truppe americane erano solite cantare questa canzone durante le lunghe marce e, la stessa Nancy si recò sul posto per un’esibizione dal vivo.

Provate ad immaginare la distesa infinita di Marines: in astinenza, vogliosi ed ingestibili davanti alla bella Nancy che in gonnella canta e balla.

Il contenuto penso che sia un’esplicito e duro attacco verso un uomo che l’ha delusa o tradita, non so bene.

Sta di fatto che la dolce Nancy ci va giù bella pesante: “Questi stivali sono fatti per camminare ed è proprio quello che faranno prima o poi, questi stivali ti calpesteranno”.

La musica è perfetta, basata tutta su di un giro di basso, batteria costante ed una tromba in sottofondo. La voce della Sinatra è spietata e glaciale.

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Sembrerebbe proprio che la 70s mania sta di nuovo esplodendo, ovviamente rivisitata in chiave moderna, sarebbero queste le prime anticipazioni arrivateci dal salone del mobile tenutosi come ogni anno a Milano poco tempo fà. Sarebbe emerso come dove dopo anni di appiattimento e ben poche novità in merito a cambiamenti stilistici del mondo del mobile, quest’anno sarebbero molte le ditte che si presentavano in modo abbastanza “rivoluzionario” e con decisi richiami stilistici tipici degli anni 70, nei colori nei materiali scelti e nelle forme “settantine”. Del resto anche la moda, ci sta proponendo proprio recentemente richiami agli anni 70.

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70s

Sono molte le star, cantanti e attrici in particolare che ci stanno mostrando ogni giorno sui social timidi rimandi agli anni 70, alle volte anche non cosi timidi…. tra tutte spicca Lana Del Rey ambasciatrice già da molto tempo del suo amore per lo stile anni 70.

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anni 70

Facendo una breve ricerca in internet notiamo come veramente siano molti gli ambiti che si stanno facendo influenzare dalla 70s mania, moda,arredamento,style,acconciature,scarpe, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta!!!!

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Un decennio di libertà, di trasgressione, di lotte politiche, ma anche di grande creatività in tutti i campi. Anni che videro la nascita di innovazioni rivoluzionarie, proiettate verso un futuro che si preannunciava roseo.

Anni 70. Sono gli anni “creativi”, le basi della svolta economico-sociale che si completerà soltanto nel decennio successivo. Gli anni di Marcuse e della contestazione giovanile nel mondo occidentale; di Andy Warhol (sua la frase: “Più che fare, conta comunicare”); anni della musica pop e rock e dei figli dei fiori. Gli anni in cui i Beatles sciolgono il loro quartetto, iniziano i voli commerciali del Boeing 747, gli Stati Uniti pongono fine alla convertibilità tra dollaro e oro e la Cina e l’Olp vengono ammesse all’Onu.   In Medio Oriente esplode la guerra del Kippur e l’Opec alza il prezzo del petrolio, provocando una crisi energetica mondiale. In Cile cade il governo Allende; negli Usa si dimette il presidente Nixon. Nello spazio orbitano le sonde Voyager 1 e Voyager 2, mentre Luna 16 raccoglie campioni rocciosi di suolo lunare. Karol Wojtyla, primo non italiano dopo 455 anni, diventa Papa con il nome di Giovanni Paolo II. Nel Regno Unito Margaret Thatcher è eletta Primo ministro; l’Europa vota il primo Parlamento europeo.

Gli Anni 70 sono il decennio della nascita dei moderni computer. Nel 1971 Intel costruisce il 4004, il primo microprocessore della storia, progettato da Federico Faggin. Sul versante industriale, invece, tecnologia e informatica ci mettono a disposizione il Commodore PET (1977) e producono in larga scala internazionale le prime calcolatrici elettroniche. Diventano popolari anche i primi videogiochi elettronici, come gli ormai Space Invaders, Asteroid e PacMan. Su un fronte meno ludico, ma non necessariamente business, Philips e Sony inventano il compact disk; l’azienda giapponese lancia sul mercato il Walkman, figlio di un iniziale errore di valutazione, rimediato poi con un’abile operazione di marketing, iniziando così la serie dei prodotti di largo consumo da intrattenimento (vedi box: Il “mobile” nacque così”). Gli anni Settanta sono anche gli anni del “mobile” anche nell’ambito telefonico: Martin Cooper, direttore della sezione Ricerca e sviluppo della Motorola (Usa), inventa il telefono cellulare e nel 1973 effettua la prima telefonata. Tuttavia, i primi cellulari entreranno in produzione solo 10 anni dopo, con un modello dal costo di 4.000 dollari. Si fa accessibile a tutti, invece, per la prima volta, la fotografia: compaiono sul mercato le “giapponesi”, fotocamere  compatte, relativamente economiche e tecnologicamente innovative.

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Hollywood, la “mecca del cinema”. Nel corso degli Anni 70, la cosiddetta Nuova Hollywood continua la rivoluzione dell’industria cinematografica producendo i “colossal” dell’epoca. Primo fra tutti “Lo squalo”, (1975) che ha inaugurato l’era dei campioni d’incassi cinematografici, superato due anni dopo dalla saga di fantascienza “Star Wars”. Interpretata dall’inaspettato ballerino John Travolta, “La febbre del sabato sera” (1977), invece, scatenò la mania della discoteca negli Stati Uniti, presto diffusasi anche in Europa e, col solito ventennio di ritardo, in Italia.   I film di questo decennio, iniziano a essere sempre di più di genere fantastico, oppure di azione, thriller e horror; iniziano a farsi largo anche le prime saghe o sequel: ha inaugurato la serie uno dei più grandi successi del decennio, “Il Padrino” (al quale nel 1972 presta il volto Marlon Brando), e il sequel del ’74, che in realtà fu un prequel: “Il Padrino Parte II” (in cui il giovane Vito Corleone è interpretato questa volta da Robert de Niro).   Oltre ai già citati film americani – spesso premiati con l’Oscar –, che all’epoca hanno avuto successo internazionale e importante impatto sociale, ricordiamo anche titoli come: “L’Esorcista”, “Rocky”, “Superman”, “Il cacciatore”.

Dimmi come ti vesti, ti dirò chi sei: gli anni Settanta sono caratterizzati dai colori e dalle stampe, fiori enormi e disegni geometrici. I pantaloni negli Anni 70 erano a vita alta e a zampa d’elefante. Ispirata dall’automobile Mini, la minigonna della stilista britannica Mary Quant nacque nel 1963 ma registrò il vero boom nel 1973 quando, oltre alla mini gonna vera e propria, si aggiunsero gli short, spesso di jeans. Le calzature femminili erano stivali o scarpe con tacco “tamburato”, spesso i “clogs” calzati dalle femministe sotto le ampie gonne lunghe. Anni della bandana tra i capelli e del cappellino “da baseball”. Le borse degli Anni 70 erano per lo più borselli, borse unisex che indossavano sia uomini che donne perchè la parità dei sessi era riflessa anche nella moda e nel modo di vestire. Gli occhiali da sole e da vista Anni 70 erano occhiali grandi, con montature spesse. Ha successo anche da noi il marchio Ray Ban e indossare i suoi occhiali a specchio come nei film Usa è un must.

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Fenomeno sociale inedito, nascono nuovi (per il nostro Paese, per linguaggio e target) strumenti di comunicazione, destinati ad avere un impatto epocale sulla società: le televisioni e radio “libere”. In Italia vigeva il monopolio televisivo. Riuscì a scardinarlo Telebiella, che trasmetteva “via cavo”, capostipite delle nuove cable-tv diffuse in tutta Italia: 100 emittenti nel 1975; 580 due mesi dopo (25 solo a Milano). Circa duemila a dicembre ’77. Più televisioni riunite in syndication ricorrevano a programmi confezionati da altre emittenti aderenti al sistema. Fu così che Fininvest (oggi ribattezzata Mediaset), assorbendo le fallimentari iniziative di grandi editori come Arnoldo Mondadori, Rizzoli, Perrone, Caracciolo creò tre reti nazionali: Canale 5 (ex Telemilano 58), Italia 1 e Retequattro, che trasmettevano su tutto il territorio nazionale un palinsesto comune alle tv locali aderenti e con programmi che andavano in onda alla stessa ora, ma soprattutto in alternativa alle reti Rai. Analoga sorte quella delle radio.

Politicamente, gli Anni 70 sono quelli del sequestro Moro, ucciso dalle “brigate rosse” e di Sandro Pertini, il “Presidente della repubblica più amato dagli italiani”. Il segretario del Pci, Enrico Berlinguer lancia la teoria del compromesso storico fra comunisti e democristiani per rilanciare il Paese e fermare la crescente violenza. Nel nostro Paese la maggiore età passa da 21 a 18 anni, un referendum popolare sull’aborto respinge la proposta di abrogazione della legge. Viene approvata la legge 19 maggio 1975, n. 151, che riforma la parte del codice civile relativa al diritto di famiglia: garantisce la tutela della donna e la parità fra i coniugi, prevede la comunione dei beni come regime patrimoniale legale della famiglia, attribuisce ad entrambi i genitori la patria potestà ed elimina ogni distinzione fra figli legittimi e illegittimi. Sul fronte dell’attività produttiva, commerciale e dei servizi, il 20 maggio 1970 viene approvata la legge n. 300, vale a dire lo “ Statuto dei Lavoratori”.

Ma vediamo gli anni 70 in particolare nell’arredamento:

L’arredamento anni 70 è caratterizzato dall’utilizzo di tonalità molto forti, il verde brillante, il turchese, il giallo oro e il marrone. Per questo l’uso del bianco e del nero non viene spesso impiegato, tinte sostituite da fiori e decorazioni che la fanno da padrone soprattutto in bagno e in camera da letto. Nella zona notte coperte e accessori con disegni grandi e luminosi con motivi grafici sono protagonisti. Arredi e complementi, invece, sono lucidi, di vetro o anche di pelle, così come di metallo e legno. Il design nel 1970 utilizza molto i materiali plastici per l’arredamento, così come il teak e il pino.

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La zona cucina è arredata con sgabelli decorati in stile americano da abbinare al tavolo, inoltre, si vede la comparsa di nuovi modelli di piattaie colorate con tinte sgargianti come l’arancio, uno dei colori più di tendenza negli anni 70. Normalmente gli arredi della cucina sono di legno scuro e lucido, mentre le sedie in stile anni 70 hanno uno schienale alto, spesso rivestito in vinile brillante. Gli spazi sono molto ampi per ospitare grandi armadi, per questo viene sfruttato anche il controsoffitto. In cucina molti avevano l’angolo colazione o quella che più comunemente oggi chiamiamo ‘isola’.

Molti gli accessori utilizzati ed esposti, le candele in primis, divise in gruppi da tre o da cinque in varie dimensioni, idea di decorazione molto utilizzata anche oggi.

L’arredamento anni 70 è stato molto influenzato anche dal movimento di ritorno alla natura, nato come da un rifiuto nei confronti del consumismo e del materialismo. Molto architetti dell’epoca sono stati i primi ad adottare le tecnologie a basso consumo energetico e a concepire le abitazione come organismi connessi all’ambiente circostante. Diffusi i lucernari e le grandi finestre, come lo erano i giardini interni e i camini in pietra. È negli anni 70 che nasce anche il concetto di ‘living open space’, spazi a doppia altezza, soggiorni aperti e ingressi molto ampi. In molte case compaiono scale a chiocciola o sospese, balconi interni al secondo piano e soffitti a volta.

Il 1970 fu il periodo del colore nella progettazione di interni, ogni camera era un’esplosione di tinte vivaci. Lampade, pareti, mobili, accessori di ogni tipo, il multicolor non risparmiava nulla! Nella galleria fotografica tante idee di arredamento anni 70: un ritorno al passato con stile.

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E’ stato senza dubbio un decennio magico della storia, ecco perchè sempre piu’ settori stanno rivisitandolo. Abbiamo tentato di darvi una leggera “infarinatura” perchè di cose sia in materia stilistica che storica del periodo c’è ne sarebbero da riportare tantissime, sembra proprio che in dieci anni sia successo di tutto….

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Speriamo di avervi regalato dieci minuti di buona lettura!

Ricordiamo che le informazioni riportate sono frutto di nozioni personali e ricerche su i vari mezzi di informazione.

Buoni 70s dreams a tutti

 

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